Eccomi qui ancora una volta, e sempre ben contento di assaggiare e di raccontare. Quest'oggi il vino preso in esame è un rosso fermo della Toscana da uve Sangiovese in purezza, uva tipica della zona presa in considerazione. Bottiglia molto bella e importante con in rilievo il simbolo del produttore e il nome. Colore rosso mattone con unghia tendente al granata, segno che il tempo passa per tutti. Aperta qualche ora prima dell'assaggio, scopro con vivo interesse che il piatto forte di oggi, oltre al tradizionale polpettone fatto in casa, è la pasta con ragù di cinghiale...ho già l'acquolina in bocca. Lo verso nel calice appropriato e dopo qualche secondo avvicino il naso, pronto a sentire tutto ciò che riesco nell'esame olfattivo. Vengo assalito da mille e più profumi che quasi non riconosco da quanti ce ne sono, mi stacco dal bicchiere, prendo un respiro, butto fuori l'aria e mi ripresento in un'altra maniera, cercando di approcciarmi più semplicemente e tranquillamente. Questa volta riesco nell'impresa: scindo lentamente i vari profumi e riesco ad individuare in genere, come al solito, frutti rossi e di sottobosco, ma in maniera particolare le more e i mirtilli, mentre alla fine a rimanere in evidenza sono la confettura di prugne e il profumo della scatola di legno dove è stato messo il tabacco da pipa per molto tempo. Sentori d'altri tempi che mi fanno tornare indietro con gli anni, quando i nonni erano ancora vivi e una di queste scatolette mi era stata regalata per riporci i primi soldini di moneta. Ma passiamo al contenuto vero e proprio: com'è in bocca? L'ingresso è esaltante. Piacevole, caldo, sontuoso, morbido, vivo, accattivante, profondo, lungo, complesso, armonicissimo, alcolico, penetrante, ricco e mai scontato. Alla fine del sorso ti rimane in bocca una sensazione piacevolissima di velluto sulle papille gustative che ti invita a berne un altro goccio per scoprire se è stato solo un colpo di fortuna o se è la bellissima realtà di un vino fatto come una volta e che ho riscoperto oggi a casa mia lontano purtroppo da quelle splendide colline che tanto invidio ai toscani. Dopo l'ennesimo bicchiere mi devo convincere che è proprio la bottiglia giusta che avevo voglia di bere e che si è voluta rivelare oggi dopo anni che non l'assaggiavo. Prodotto veramente interessante e che durerà ancora parecchi anni in bottiglia visto e considerato la bellissima acidità ancora bella viva al palato. Servito leggermente fresco per smorzare l'alcolicità comunque non troppo fastidiosa, ho potuto apprezzarlo nella sua pienezza. Certo a darmi una mano è stato sicuramente il menù, comunque sia vino ideale su brasati, arrosti, piatti a base di carni rosse e formaggi stagionati. Buono il rapporto qualità/prezzo per un vino comunque da acquistare e stivare nella propria riserva personale. Evviva la Toscana e i prodotti dove appare quell'uva meravigliosa che prende il nome di Sangiovese. Buona bevuta a tutti.



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