Cosa posso dire se non fantastico?! ...è vero il costo non è abbordabile a tutti ma le cose buone piacciono a tutti, e quelle magnifiche ai pochi che sanno apprezzarle. Dovevo festeggiare una situazione a livello familiare che va ben oltre l'importanza del prezzo della bottiglia, si vive una volta sola e sono sempre più convinto che certi avvenimenti quando si concludono per il meglio siano le vere vittorie nella vita che è sempre una, sacra, e impagabile. Ma veniamo a noi. Bottiglia imponente, essenziale e personale, con in rilievo la scritta Salon, tanto da far capire subito che siamo davanti ad un prodotto esclusivo, un recipiente che anche da vuoto saprà far parlare di sé. Champagne da sole uve Chardonnay provenienti da Mesnil Sur Ogier il gran cru più prestigioso della Cote de Blancs. L'attesa è altissima considerato il fatto che un anno fa in un mese ho avuto la fortuna di assaggiare per ben due volte il mitico anno 1996. Questa volta ho a che fare con il 1997 anno sicuramente interessante e scelto dalla Maison per essere messo in commercio dopo lungo affinamento. Normalmente Salon esce con le sue meraviglie tre annate su dieci, dopo dieci anni di affinamento, ragione ulteriore per provare a giustificare i prezzi esorbitanti della bottiglie. Il bicchiere è lì davanti a me vuoto e in trepidante attesa. La capsula imponente la tolgo in religioso silenzio e con un'attenzione particolare, non riesco infatti a trattare questo prodotto come una semplice bottiglia. Prendo il tappo e lo sfilo dalla bottiglia con un rumore sordo e lontano dai botti di festa tipici della maggio parte delle bollicine che con noncuranza si stappano ogni giorno: si vede già che vuol passare inosservato a tutti e cadere nella bocca solo di chi decide lui. Lo verso nel bicchiere e aspetto. Si presenta con un colore stupendo, oro intenso e brillante, fa luce in mezzo al tavolo. Aspetto e osservo le bollicine: salgono imponenti e finissime verso l'alto e sembrano inesauribili. Sono veramente una delle meraviglie del mondo! Metto il bicchiere al naso e sento il mondo dello Chardonnay. Impressionante la quantità di materia che entra nelle narici, tra cui spiccano i profumi dei lieviti, della crosta di pane, della brioche appena sfornata, alla fine note di ananas maturo e di miele: super. Ma ecco il momento più atteso, l'ingresso in bocca. La bollicina è divina, lunga, persistente e fine in una maniera tale da sembrare addirittura impalpabile. Entra e sfiora il palato, come un alito di vento accarezza le lenzuola e le asciuga, come la mamma coccola il capo del suo bambino che cerca calma e affetto. Colpisce tutto di questo nettare degli dei, ma la bolla è una cosa inspiegabile, sembra finta, disegnata e creata per non dare fastidio, ma invece è vera, viva e vegeta. Lascio lì nel bicchiere il vino e questi per tutta risposta cambia e per dispetto diventa più buono, come per farmi capire che oggi comanderà lui e tutto sarà incentrato sul fatto che è stato aperto e che si vuole raccontare al fortunato che ha deciso di berlo. Si può cercare un abbinamento?...direi che la cosa è abbastanza ininfluente nel senso che non ha alcuna importanza. Può andar bene su piatti a base di carni bianche, piatti a base di pesce, con formaggi freschi, può essere messo in aperitivo ma in definitiva è come leggere l'ora con un orologio e con un Patek, di sicuro con l'ultimo non vai a vedere che ore sono ma vai a immortalare un momento della storia della tua vita. Vino comunque ancora vivo, magnifico, con una splendida acidità...potessi berlo ogni giorno lo farei!




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