Ma che bella bottiglia!!! Era da un po' di tempo che giravo e rigiravo vicino a 'sta bozza e finalmente mi sono creato l'occasione per berla. Come ogni giorno della degustazione, l'atmosfera è carica di gioia e di speranza, sì speranza che in primis non sappia da tappo e che ovviamente sia un prodotto diverso dal solito e che mi dia soddisfazione. Spesso e volentieri però è colui che beve che deve creare il clima giusto per assaporare un prodotto e partire con l'intenzione che il momento sia importante comunque, non un dovere ma un piacere personale, una scoperta di ciò che il vino vuole dirci in semplicità, senza tanti preamboli e sofisticate ricerche filosofiche. Ma veniamo a noi: oggi la scelta è caduta su una bollicina nobile, sto parlando del tanto spesso decantato Ruinart Rosé. Vino prodotto in Francia nella magica regione dello Champagne, da uve Chardonnay (45%) e Pinot Nero (55%). Buono e bello scende nel bicchiere con una spettacolare schiuma che scende subito e si trasforma in liquido da bere a più non posso. Il colore è più che invitante direi quasi libidinoso: un rosa carne che sembra una pennellata quasi fluorescente a cui non riesci a dir di no, ti avvolge e ti tira verso di sé come un cow-boy che con il lazzo prende la preda e non la lascia più scappare...ecco sono stato accolto a braccia aperte da Bacco intorno a una delle sue creature più ben riuscite. Lo metti al naso e il risultato non cambia: super. Profumi di lieviti, crosta di pane e brioches si fondono con maestria a note di frutta a polpa bianca come la pera e a frutti di sottobosco quali i mirtilli, le more e le fragole...grande in tutto. Ma finalmente arriva il momento fatidico: ho tanta sete e a forza di girarlo e rigirarlo nel bicchiere ho praticamente la gola secca. Metto il primo sorso in bocca ed è difficile capire cosa succede perché come un assetato nel deserto la prima sciata avviene senza che io me ne accorga. Aspetto un secondino e dopo riprovo. Bene adesso è tutto a posto e sotto controllo, lo sento come non mai, la bollicina piacevole, morbida, elegante e ben fatta (non potevo sperare di meglio). Il gusto nel finale è bello pieno, lungo e persistente, l'acidità è magnifica ed è come dovrebbe essere, piacevole a tutte le ore dall'aperitivo ai piatti a base di pesce, di carni bianche e di formaggi medio stagionati, ma ragazzi da provare quando si ha tanta sete per capire quanto buono può essere e non riesce mai a dissetarti: troppo buono. Il rapporto qualità/prezzo può non essere dei migliori, ma non bisogna dimenticare che non si sta bevendo il nome sconosciuto che a volte fa giusto e dieci volte sbaglia, qui si è difronte a un nome che è una garanzia e chi vuole lo beve e gli altri guardino pure. Come sempre dico, bevetelo non ghiacciato, ma fresco per capire tutto il vino nella sua complessità e maestria. 



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