Cosa posso dire...di acquistare il 2009 e di dimenticarlo in cantina.Anche oggi sono arrivato al mio atteso appuntamento con la degustazione del vino della settimana. Questa volta ho la fortuna di aver trovato una bottiglia da me assaggiata e bevuta un anno e mezzo fa. Il prodotto in questione è il famoso Tignanello, l'anno è quello del mio matrimonio: il 2001. L'etichetta e la controetichetta sono state rovinate dall'umidità di anni fa e non riesco a leggere la gradazione alcolica, ma poco importa. Lo apro più o meno alle 10 del mattino e lo lascio lì che prenda un po' d'aria, come si fa con il cappotto prima di indossarlo. Per me è un vino importante e non solo per la data che reca in etichetta, ma anche per i ricordi che suscita in me di tutte quelle bottiglie degli anni ottanta che ho stappato, servito e assaggiato. Ma andiamo alla presentazione: il vino che esamino è un rosso fermo della Toscana e più esattamente è un uvaggio composto da un 80% di Sangiovese, un 15% di Cabernet Sauvignon e il rimanete 5% di Cabernet Franc. Alle 12.45 mi accingo a versarlo nel bicchiere e il fluido scende piacevolmente e con una celata allegria come fosse un giovane di 12 anni...caspita ma ha già così tanti anni?! Il colore è un rosso rubino splendido e intenso con sfumature appena accennate di granata sull'unghia e l'alcol sembra ben disporsi sulle pareti del calice. Al naso è stupendo, vengo infatti colpito da profumi complessi di ogni tipo, frutta a bacca rossa e di sottobosco, legno di cedro, tabacco, marmellate e confetture, spezie come la cannella, ma la sensazione che più mi azzanna è il sentore di prugna disidratata. Lo lascio nel bicchiere e lo faccio ruotare un po', poi lo tengo un po' a riposo. Lo osservo, lo scruto e finalmente lo porto alle labbra. L'ingresso in bocca è veramente entusiasmante. Soave, sublime, morbido, elegante, super, lungo, persistente, complesso, infinito, piacevole, pratico, corposo, avvolgente, invitante, fragrante,...non riesco più ad andare avanti. La sensazione è a dir poco impagabile, si apre sul palato in una maniera sublime e tutto quello che c'è al naso lo si riscontra in bocca. Una delle cose che più mi ha sorpreso è la bellissima acidità che ancora riesce ad esprimere, segno palpabile della sua longevità. Più vivo che mai si lascia bere con una facilità sorprendente, non ti senti mai sazio e mai stanco ma solo appagato. Bellissimo in tutte le sue molteplici sfaccettature. Devo essere sincero: non mi aspettavo proprio di bere un prodotto così ben fatto ed è un piacere enorme sapere che ne ho un'altra bottiglia. Chiudo gli occhi e visto il sole esterno cerco con la mente di teletrasportarmi nell'ambiente collinare immerso nei cipressi e nella vegetazione toscana: che spettacolo! I profumi e i sapori sono proprio quelli tipici dell'ambiente toscano, ti prendono e ti fanno fare una gita in quei posti meravigliosi dove le colline sono tagliate da strette strade a volte sterrate e dove le case sono rade e bellissime, e visto che non posso essere lì fisicamente mi limito a bere un gran toscano...piuttosto di niente è meglio il piuttosto. Sognando la prossima settimana di degustare un altro vino di spessore torno alla dura realtà e mi metto a fare le pulizie della cucina.




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