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Frescobaldi Nipozzano Chianti Vecchie Viti Riserva 2015

Questo vino, storicamente dedicato ai nuovi nati della famiglia Frescobaldi, ha origine dalle più vecchie viti del Castello di Nipozzano, dotate di un profondo apparato radicale. Di grande complessità ed armonia, questa riserva affina per 24 mesi in botti di rovere come da antica tradizione Toscana.
SKU
IO16074
17,45 €
Attenzione la quantità massima disponibile è: 2
Disponibile 2

Premi

Esperto Anno Voto
Gambero Rosso 2011
Gambero Rosso 2013
Veronelli 2008
Veronelli 2009
Veronelli 2010
Veronelli 2011
Veronelli 2012
Veronelli 2013
Bibenda 2009
Bibenda 2013
Wine Spectator 2010 92
Wine Spectator 2011 92
Wine Spectator 2012 90
Wine Advocated 2010 90
Wine Advocated 2013 92
James Suckling 2011 3
James Suckling 2013 3
Caratteristiche

Anno 2015

Vitigni Canaiolo Nero, Colorino, 90% Sangiovese, Malvasia Nera

Alcol 13.50%

Formato 0,75 L Standard

Caratteristiche
Rosso rubino, luminoso e brillante.
In bocca è persistente e fresco, molto morbido.
L'attacco olfattivo è di frutta molto matura: spiccano amarena, fragola e lampone. Profumi dolci, zucchero filato e rosa selvatica, e note di frutta secca quali noce e mallo di noce. Seguono ricordi speziati come chiodi di garofano e anice stellato, minerale sul finale.
Esalta egregiamente piatti come la classica ribollita, pappardelle al ragù di cinghiale e cannelloni ripieni di carne e besciamella. Ottimo con secondi di carni rosse al forno e alla griglia.
Ulteriori dettagli
Vitigno Sangiovese
Classificazione DOCG Chianti
Temperatura 16-18
Ubicazione Castello di Nipozzano (FI)
Terreno Alberese, ben drenato, povero di sostanza organica.
Piante per ettaro 2.500 viti/ha
Vinificazione Tempo di macerazione: 20 giorni, con rimontaggi frequenti. Fermentazione malolattica: svolta immediatamente dopo quella alcolica.
Sistema di allevamento Guyot
Vendemmia Inizio di ottobre.
Affinamento 24 mesi in botti di rovere e 3 mesi in bottiglia.
Ulteriori dettagli
Maggiori Informazioni
Ubicazione Castello di Nipozzano (FI)
Clima N/D
Produzione annua 0
Vendemmia N/D
Sistema allevamento N/D
Tecnica produzione N/D
Periodo fermentazione N/D
Affinamento N/D

Indirizzo: Firenze

Sito web: www.frescobaldi.it

Anno avviamento: 1300

Enologo: Nicolo D'afflitto e Lamberto Frescobaldi

Numero vini prodotti: 18

Ettari: 1300


Per 700 anni e 30 generazioni, l’impegno nell’agricoltura e nella viticoltura ha rappresentato un aspetto predominante nell’attività della famiglia Frescobaldi. 1092: Firenze La storia dei Frescobaldi ha inizio intorno all’anno Mille, quando i primi esponenti della famiglia si trasferirono a Firenze dalla Val di Pesa, in particolare da “Castillione Vallis Pesae”, l’odierna Castiglioni. Si trasferirono nella parte di Firenze detta Oltrarno, e vi costruirono la loggia e la torre, tutt’oggi accanto al Palazzo, nella piazza de’ Frescobaldi. Alcuni esponenti del casato si dedicarono all’attività bancaria e furono iscritti fin dall’inizio all’Arte del Cambio, della Lana e della Seta, tre fra le sette Arti Maggiori. 1300: Berto de' Frescobaldi Comincia la storia vinicola della famiglia. Berto de’ Frescobaldi lascia in eredità ai figli le proprietà rurali tra cui “case, mulini, vigne, arboreti, poderi e terre spezzate”. Il vino prodotto in queste terre fu esportato nelle Fiandre e in Inghilterra, dove i Frescobaldi divennero i fornitori abituali di corte, nonché i banchieri ufficiali della corona. I Frescobaldi si dedicarono anche alla finanza, all’arte e alla cultura. Dino, poeta del Dolce Stil Novo e amico di Dante, riconsegnò al Sommo Poeta alcune terzine della sua Divina Commedia dopo la condanna all’esilio da Firenze. Alla fine del secolo, Lionardo Frescobaldi visitò la Terra Santa. 1483: la lontana Cina Al tempo del loro maggiore fulgore, a cavallo fra ‘400 e ‘500, i Frescobaldi aprirono banchi di commercio non solo in Inghilterra e nelle Fiandre, ma in tutto il Levante, da Costantinopoli a Damasco, e i loro numerosi interessi li spinsero fino alla lontana Cina. Tra le altre attività, la famiglia finanziò la spedizione di Giovanni da Empoli che giunse fino in Kerala, all’estremità meridionale della penisola indiana. Nel frattempo il Castello di Nipozzano, trasformato da fortezza a residenza fortificata, diveniva il centro della vita rurale del contado limitrofo, e i vini della zona andavano ad arricchire le già ben fornite cantine della famiglia. 1517: Enrico VIII Grazie ai fiorenti commerci di cui è protagonista la famiglia, il vino dei Frescobaldi si diffonde ben oltre i confini dello stato fiorentino: nell’archivio privato si conservano tuttora alcune pergamene di richiesta di vino perfino da parte di Enrico VIII d’Inghilterra. Non mancarono le vendite di intere partite di vino al Papato e ad alcuni famosissimi artisti, come attestano i documenti conservati in archivio: Donatello e la sua bottega, Michelozzo Michelozzi. 1685: Francesco Redi Sulle pagine del manoscritto seicentesco 'Bacco in Toscana' Francesco Redi decanta le virtù del vino di Pomino. In seguito al piccante episodio del Ballo Angelico, Bartolomeo Frescobaldi ricevette la scomunica da Papa Clemente XI: durante il Ballo alla Villa di Montecastello gli ospiti avevano danzato nudi nel salone. Bartolomeo per ottenere la revoca dovette recarsi a piedi a Roma. Fu perdonato, promettendo che avrebbe fatto costruire 40 chiese nella Val di Pesa. Il legame della famiglia con il mondo dell’arte fu rinsaldato da Girolamo, sommo organista presso la corte Estense a Ferrara e alla sede pontificia a Roma. 1716: i vini di Pomino I vini di Pomino, già citati da Francesco Redi nel ‘600, continuano ad essere protagonisti dell’enologia italiana. A testimonianza della loro qualità si espresse il Granduca di Toscana con un bando ufficiale, in cui Pomino venne riconosciuta come una delle quattro zone della Toscana più importanti per la produzione di vino di qualità. Era l’anno 1716: ben 140 anni prima della nascita del sistema di classificazione dei Grand Cru Classé bordolesi. 1855: Vittorio degli Albizzi Il Marchese Vittorio degli Albizzi, antenato dei Frescobaldi, nacque in Borgogna agli inizi del 1800. Ereditate le proprietà in Toscana dal ramo fiorentino della famiglia, rientrò a Firenze. Con grande meraviglia, scoprì a Pomino una realtà ambientale unica in Toscana: un territorio montano, boschi di conifere e castagni, oliveti e vigneti, in un clima fresco, ventilato, con grandi escursioni termiche stagionali e diurne. Forte delle sue esperienze in Borgogna, teorizzò fra i primi in Italia la coltivazione specializzata e monovarietale della vite, anche ad altitudini fino ad allora inconsuete per la viticoltura, grazie a varietà più precoci quali Chardonnay, Pinot Bianco e Grigio, Pinot Nero, Cabernet e Merlot, da lui introdotte a Pomino, per la prima volta in Toscana, già nel 1855. 1960: i terreni adatti Negli anni ’60 Vittorio Frescobaldi ha impresso all’azienda una svolta decisiva favorendo la specializzazione in viticoltura con la ricerca dei terreni più adatti per la coltivazione della vite. In breve tempo sono stati piantati oltre 500 nuovi ettari di vigneto nelle tenute in provincia di Firenze e contemporaneamente Marchesi de' Frescobaldi, affermatasi come una delle principali realtà vitivinicole in Italia, ha avviato l’ammodernamento, in ciascuna tenuta, delle cantine di vinificazione, con l’obiettivo di valorizzare al massimo le produzioni di ciascuna tenuta e dei suoi differenti vini. 1995: Luce della Vite Per la prima volta in Italia due produttori di vino internazionali, Marchesi de' Frescobaldi e Robert Mondavi, hanno deciso di unire le proprie risorse ed esperienze vitivinicole per realizzare la perfetta espressione dei migliori vigneti di Montalcino. Entrambe le famiglie si sono impegnate a fondo per ottenere vini italiani di eleganza e qualità superiori, caratterizzati da stile e personalità inconfondibili. Con questo intento e condividendo la stessa filosofia per cui un grande vino nasce nel vigneto, i Frescobaldi e i Mondavi si sono impegnati nella ricerca dei terreni migliori, a Montalcino e in Toscana, per produrre i vini di Luce della Vite. 2000: Protagonisti In ogni epoca i Frescobaldi hanno saputo evolversi, cogliendo e anticipando i mutamenti della storia, riuscendo a coniugare felicemente esperienza e innovazione. Da oltre 700 anni e 30 generazioni l’impegno nell’agricoltura e nella viticoltura ha rappresentato un aspetto predominante dell’attività della famiglia Frescobaldi. In particolare, dalla fine dello scorso millennio i Frescobaldi sono stati protagonisti dell’evoluzione della viticoltura nel mondo, diventando il più prestigioso produttore toscano di vino. Alcuni esponenti delle nuove generazioni stanno raccogliendo l’eredità dei predecessori: Lamberto, Tiziana, Diana Frescobaldi e Stefano Benini sono le nuove leve che hanno scelto di raccogliere la millenaria esperienza vinicola della famiglia per accompagnare l’azienda verso nuovi traguardi. Nel 2000 Marchesi de’ Frescobaldi investe per la prima volta fuori della Toscana e acquisisce la maggioranza di Conti Attems, azienda storica del Collio, una delle regioni vinicole più importanti d’Italia per i vini bianchi d’alta gamma.

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