I Clivi Ribolla Gialla 2019

15,26 €
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Descrizione

Dettagli del vino

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Olfatto

Aromaticamente finissimo e delicatamente floreale, ricorda al naso la scorza di limone.

Gusto

Palato caratterizzato da persistente acidità di limone maturo, con un finale salato, molto asciutto e sapido.

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Caratteristiche

ANNO 2019
ALCOL 12.50
FORMATO 0,75 L Standard
RACCOLTO Inizio Ottobre, a mano.

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Informazioni

CLASSIFICAZIONE IGT Venezia Giulia
TEMPERATURA 10-12
UBICAZIONE Colline di Gramogliano, Corno di Rosazzo (UD)
TERRENO Marna di origine Eocenica (flysch di Cormons).
AFFINAMENTO Alla fine del processo, il vino matura sui propri depositi di fermentazione (feccia fine) che vengono tenuti in sospensione per evitare fenomeni di riduzione e beneficiare delle proprietà naturalmente stabilizzanti della feccia. La durata di questa maturazione su fecce (sempre in acciaio) dura dai 6 agli 8 mesi a seconda dell'annata. Alla fine il vino viene imbottigliato con una leggera filtrazione e solfitazione (aggiunta di circa 3 g/HL).
PRODUZIONE ANNUA 20000
VINIFICAZIONE I grappoli vengono raccolti a mano e pressati interi, senza diraspatura, a bassa pressione (massimo 1.2 bar), in modo che solo la prima e più chiara parte del mosto venga estratta (mosto fiore). Il mosto viene poi pompato in vasche di acciaio inossidabile dove nella notte le parti più grossolane decantano per gravità. La mattina seguente il mosto viene separato dalla feccia grossa, risultato della decantazione, e dopo qualche ora inizia la fermentazione naturale, senza aggiunta di lieviti. Tale fermentazione dura fino alla completa la riduzione degli zuccheri in alcol, con un residuo inferiore ai 2 gr/lt.
TIPOLOGIA Bianchi
ACIDITÁ 6.1 g/l

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Cantina

Nome: I Clivi
Ettari coltivati: 12
Nome enologo: Mario Zanusso, Ferdinando Zanusso
Indirizzo: Loc. Gramogliano 20 - Corno di Rosazzo (UD)
Sito web: www.iclivi.wine

La passione di mio padre Ferdinando per il vino e? arrivata in modo inaspettato, quasi fortunoso. Terminati gli studi da ragioniere, si poteva infatti definire ancora astemio poiche? il vino prodotto e servito da nonno Adolfo nella sua osteria della bassa provincia di Treviso non gli piaceva. Serviva ai tavoli, aiutava dietro il banco e di tanto in tanto andava nei campi per la vendemmia, ma il gusto acre, tipico dei vini della zona, non gli aveva mai permesso di innamorarsi di quel liquido odoroso. Se non avesse deciso di mollare la vita da oste, un po’ per ristrettezze economiche e un po’ per la dimensione provinciale che gli stava stretta, accettando un’opportunita? lavorativa in Africa occidentale al servizio di una ditta francese di trasporti, probabilmente questa storia de I Clivi non sarebbe mai stata scritta. Negli anni seguenti infatti comincia a viaggiare molto transitando spesso per la citta? di Parigi dove ha l’opportunita? di scoprire che oltre al vino dell’osteria a Treviso ci sono sul mercato bottiglie di grandissimo valore facilmente reperibili nella capitale francese. Contro ogni aspettativa nasce cosi? la passione per il vino, non solo per il suo valore edonistico ma soprattuttoper quello culturale e storico. Borgogna, Bordeaux, Champagne, ma anche molti vini Friulani di storici produttori come Schiopetto, Gravner, Jermann, Abbazia di Rosazzo, Ronchi di Cialla, i Barolo di Giacosa e Mascarello, la Toscana di Montevertine tra i tanti, accompagnano le cene e le serate di mio padre a cavallo tra gli anni ‘60 e la fine degli ’80. Un grande lavoro di ricerca e approfondimento nel quale mi porta spesso con se in un periodo in cui non c’e? la grancassa mediatica sul vino, ne? sugli enologi e sulle etichette intese come marchio. E’ un’epoca libera dai preconcetti, con prezzi affrontabili e in cui la sostanza, quindi il contenuto, vale molto piu? dell’etichetta e del contenitore. Negli anni successivi, in Africa, mio padre comincia a pensare all’acquisto di una tenuta in Friuli, riuscendo a meta? degli anni ’90 a coronare questo desiderio trasferendosi definitivamente in Italia, a Brazzano di Cormons, terra natia di mia madre. È solo una piccola vigna di due ettari con vecchie viti sul versante sud del Monte Quarin.