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Pojer e Sandri
Trentino Alto Adige - Italia

Pojer e Sandri Zero Infinito Metodo Classico Ancestrale Bio 2018

17,08 €

PRODOTTO ESAURITO

Pesce
Crostacei
Formaggi
Salumi

Descrizione

Dettagli del vino

Colore

Giallo paglierino.

Gusto

Succoso, fragrante, fresco.

Olfatto

Profumo leggermente aromatico, floreale: fiori di sambuco, fiori di montagna, fruttato: mela Golden, pera, albicocca, pesca, note fresche topicali.

Abbinamenti

Gli aromi percepiti al naso danzano in bocca. Dissetante, aperitivo ideale da bere in compagnia. Da accompagnare con antipasti a base di salumi.

Dettagli

Caratteristiche

ANNO 2018
SISTEMA DI ALLEVAMENTO Guyot
ALCOL 12.00
FORMATO 0,75 L Standard

Dettagli

Informazioni

TEMPERATURA 6-8
UBICAZIONE Maso Rella a Grumes in alta Val di Cembra (TN)
TERRENO Roccia di origine vulcanica, porfido disgregato dal colore bruno scuro.
PRODUZIONE ANNUA 0
TIPOLOGIA Spumanti
RESA ETTARO 80-90 q.

Dettagli

Premi

ESPERTO ANNO VOTO
ESPERTO ANNO VOTO
Veronelli 2016

Cantina

Pojer e Sandri

Nome: Pojer e Sandri
Anno avviamento: 1975
Ettari coltivati: 26
Nome enologo: Mario Pojer
Indirizzo: Via Molini, 4 - Faedo (TN)
Sito web: www.pojeresandri.it

L’Azienda Pojer e Sandri nasce nel 1975 dall’incontro dei giovani Fiorentino Sandri e Mario Pojer. Il primo aveva appena ereditato circa due ettari di vigneto, il secondo si era di recente diplomato enologo alla prestigiosa scuola di enologia di San Michele all’Adige. Questo fortunato connubio prende vita grazie alla volontà comune di produrre vino di gran pregio dai vigneti posti tra la Valle dell’Adige e la Valle di Cembra, precisamente sulla collina di Faedo, collina che a detta di molti possedeva una ridotta vocazione vitata. Il primo vino prodotto fu uno straordinario Palai Müller Thurgau ’75 di eccezionale fragranza e finezza, seguito da uno Chardonnay e da una varietà autoctona quale la Nosiola. Sulla scorta di un successo pressoché immediato, l’Azienda cresce grazie all’acquisizione di nuovi terreni e attualmente la superficie vitata è di 26 ettari, distribuiti su 6 comuni diversi: S. Michele e Faedo più quattro Comuni della Val di Cembra. I vigneti posizionati sulla collina di S. Michele / Faedo, su substrato limoso - calcareo con un’altitudine variabile dai 250 ai 750 mt. s.l.m., sono interessati dalla coltivazione di uve rosse nella parte più bassa e varietà a frutto bianco in quota. I Cabernet con Merlot e Lagrein vanno a costituire il nostro “Rosso Faye”, il vino Top dell’Azienda. Salendo la collina incontriamo via via Nosiola, Traminer, Chardonnay, Sauvignon e Pinot Nero, per arrivare, al limite dei 700 mt., in Località Palai, alle coltivazioni di Müller Thurgau. Sempre in quota coltiviamo Chardonnay e Pinot Nero con il preciso intento di produrre “bollicine”metodo classico in versione Extra Brut e Rosè Brut. Gli impianti più vecchi, 25-30 anni, ci permettono di puntare più in alto, da essi nascono il Bianco Faye ed il Pinot Nero Rodel-Pianezzi. Fermentazione e invecchiamento in legno maturo. In Val di Cembra, in località Valbona, a Maso Besleri, su terreni molto profondi di origine vulcanica (il famoso porfido) abbiamo impostato un concetto più evoluto, che si stacca dal vino varietale per diventare una cuvèe di 5 vitigni bianchi per il Besler Biank e 5 vitigni rossi per il Besler Ross, vinificati in legno, fusti di età compresa tra i 3 e i 20 anni. Per il Biank in particolare usiamo per il 60%, legno di acacia. Fin dall’inizio alla Cantina, si è sempre affiancata la Distilleria che fu tra le prime a produrre in Trentino, la grappa di monovitigno. Nel 1982 l’impianto della Distilleria, viene sostituito con un distillatore a bagnomaria (modello Zadra), ideale per distillazioni di alta qualità, rinnovato successivamente nel 1993. Per quanto riguarda i distillati, la produzione comprende le grappe, le acquaviti di frutta ed il brandy. Tutti prodotti che nascono rigorosamente da materia prima regionale, gran parte prodotta in azienda tipo vinaccia, mele cotogne, ribes, sambuco, sorbo dell’uccellatore, vino; per la rimanente frutta sono state individuate delle microzone di produzione dove i caratteri qualitativi ed aromatici sono i migliori. Il progetto Brandy parte nel 1986, dopo alcuni viaggi di studio in Francia, in particolare nelle zone del Cognac e dell’Armagnac. Per la prima volta si vinifica dell’uva, con lo scopo di produrre un vino base da distillare e la scelta si orienta su due vitigni locali, la Schiava delle zone più alte della collina di Faedo ed il Lagarino della alta Val di Cembra. Il progetto è ambizioso e indubbiamente oneroso, vista la maturazione del vino distillato per dieci anni in barrique, ma gli anni passano velocemente e la qualità cresce di anno in anno. E così nel 1997 si affaccia sul mercato il primo acquavite “Divino”, vendemmia 1986. L’ultimo nato è: “MERLINO”, ottenuto unendo un mosto di Lagrein parzialmente fermentato di 4 – 5 gradi di alcol con il nostro brandy invecchiato 15 anni. Un successo inaspettato: finalmente un vino italiano da abbinare al cioccolato!