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Valutazione:
90%
4.5

Possa Cinque Terre Sciacchetrà 0.375L 2013

67,10 €

PRODOTTO ESAURITO

Descrizione

Dettagli del vino

SPEDIZIONE GRATUITA PER ORDINI SUPERIORI AI 79 EURO

Olfatto

Vino complesso, elegante, dai profumi raffinati e complessi fra cui pesca, albicocca, agrumi.

Gusto

Bocca corposa, giustamente fresca e minerale. Lungo e persistente.

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Caratteristiche

ANNO 2013
ALCOL 14.00
FORMATO 0,375 L
RACCOLTO Manuale, selezione dei migliori grappoli. Appassimento fino alla metà di novembre dei grappoli più piccoli su appositi graticci mentre quelli più grandi appesi uno per uno.

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Informazioni

CLASSIFICAZIONE DOC Cinque Terre e Cinque Terre Sciacchetrà
TEMPERATURA 10-12
UBICAZIONE Riomaggiore (SP)
TERRENO Pietrisco di arenaria.
AFFINAMENTO In barrique di legno di ciliegio per circa 1 anno. Quindi travasato in contenitori inox dove decanta fino alla giusta limpidezza e poi imbottigliato.
PRODUZIONE ANNUA 0
PIANTE PER ETTARO 8000
VINIFICAZIONE Sgranatura dei grappoli appassiti con selezione dei migliori acini. Fermentazione spontanea e macerazione sulle bucce per 28 giorni.
TIPOLOGIA Dolci
RESA ETTARO 32 hl

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Premi

ESPERTO ANNO VOTO
ESPERTO ANNO VOTO
Wine Advocated 2016 91

Recensioni degli utenti:

Vasco Manto

 Buon vino biodinamico, uno dei migliori che abbia mai provato!

Ivano Castellini

 Buono, buono e buono! Ottimo vino!

Cantina

Nome: Possa
Indirizzo: Via Telemaco Signorini, 91 - Riomaggiore (SP)
Sito web: possa.it

Possa nasce dal legame fra il sogno condiviso di far rivivere una valle e il progetto di costruire un’azienda agricola. Avevo appena 40 giorni quando i miei genitori mi portarono per la prima volta a Possaitara. Una valle con un microclima particolarissimo che fino a poco tempo fa era destinata a scivolare inesorabilmente verso il mare, trascinando con sé, oltre ad alcuni secoli di storia, anche uno dei sentieri più suggestivi delle Cinque Terre, quello che conduce a Canneto. Vi ho trascorso ogni periodo di vacanza e momento libero durante l’infanzia e l’adolescenza e ricordo ancora come una buona parte di quella valle fosse lavorata, ricordo le persone che la curavano, da Pino a Enzo, da “Giemo” a Variste, Ilario, Renzo, Aldo e tanti altri, persone che coltivavano questo difficile territorio solo per la soddisfazione di farlo per portare a casa qualche limone, un po’ di uva da sciacchetrà e alcune primizie, privilegio di questa costa dato dall’esposizione particolare. Col passare degli anni, mentre io crescevo, i personaggi conosciuti a causa dell’età lasciavano il duro lavoro della coltura della valle e l’abbandono via via prendeva il sopravvento, fino ad arrivare alla fine degli anni novanta, quando erano rimaste coltivate solo poche porzioni di terrazzamenti e le frane avevano ormai devastato il profilo del versante e distrutto parte dei terrazzamenti. La cosa più facile che avrei potuto fare sarebbe stata quella di lasciare la valle al suo degrado e ad una lenta agonia, nessuno, vista la mia giovane età e l’impervietà della zona, avrebbe mai avuto da dire, ma non era così facile.