• Lieviti indigeni

Vecchie Terre di Montefili Montefili 2014

12,81 €
+ -

Descrizione

Dettagli del vino

Realizzato da un blend di Sangiovese e Cabernet Franc, è l'espressione della vendemmia in Toscana. Piacevole e di buona struttura è il vino che unisce la tradizione del Sangiovese con tutta la sua freschezza e la complessità del Cabernet Franc.

SPEDIZIONE GRATUITA PER ORDINI SUPERIORI AI 79 EURO

Colore

Rosso rubino intenso.

Olfatto

Profumo fresco e seducente di frutta e spezie.

Gusto

Gusto bilanciato ed appagante, che risalta la freschezza percepita al naso.

Dettagli

Caratteristiche

ANNO 2014
VITIGNI 65% Cabernet Franc, 35% Sauvignon
SISTEMA DI ALLEVAMENTO Cordone speronato
ALCOL 13.50
FORMATO 0,75 L Standard

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Informazioni

CLASSIFICAZIONE IGT Toscano o Toscana
TEMPERATURA 18-20
UBICAZIONE Greve in Chianti (FI)
TERRENO Galestro e alberese.
AFFINAMENTO Minimo 20 mesi in tonneau da 3,5hL per il Cabernet Franc, botti da 20hL per il Sangiovese. Minimo 6 mesi in bottiglia.
PRODUZIONE ANNUA 0
VINIFICAZIONE Fermentazione spontanea con lieviti indigeni e macerazione in acciaio.
DECANTAZIONE 1 ora
TIPOLOGIA Rossi

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Premi

ESPERTO ANNO VOTO
ESPERTO ANNO VOTO
Wine Spectator 2013 89

Recensioni degli utenti:

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Nome: Vecchie Terre di Montefili
Anno avviamento: 1979
Ettari coltivati: 9
Nome enologo: Serena Gusmeri
Indirizzo: Via S. Cresci, 45 - Greve in Chianti (FI)
Sito web: www.vecchieterredimontefili.it

Era il 1979 quando Roccaldo Acuti, imprenditore tessile di Prato, acquistò un piccolo appezzamento a Montefili sul versante nord della Conca d’Oro di Panzano. Con passione e costanza, prima lui e poi la figlia Maria e il genero Tommaso Paglione, enologo piemontese, si sono dedicati alla valorizzazione di questo territorio e delle sue espressioni in bottiglia. Nel 2016 la famiglia Acuti decide di vendere a tre imprenditori americani, Tomas Peck, Frank Bynum e Nicola Marzovilla, che hanno deciso di operare nel segno della continuità. L’azienda infatti si trova all’interno dell’anfiteatro della Conca d’Oro, così chiamata per la sua fertilità che la rendeva dorata quando qui si coltivava grano, e che con la delibera del Comune di Greve in Chianti del 2012 è diventato uno dei primi biodistretti d’Italia. Conduzione biologica quindi per i dieci ettari di vigna che insistono, a 500 metri di altitudine, sui tipici terreni del chiantigiano argillosi e ricchi di scheletro con galestro e alberese. Impianti a cordone speronato, che diventa capovolto per le piante di oltre quarant’anni, che danno vita all’Anfiteatro il vino di punta dell’azienda. Sangiovese ovviamente padrone della vigna con scampoli di terra lasciati al Cabernet Sauvignon come unico supporto e come materia prima del Bruno di Rocca che, con l’annata 2012, sta prolungando la maturazione saltando, così, l’assaggio per quest’anno. In cantina Tommaso Puglione è stato sostituito da Serena Gusmeri, che sta proseguendo le lunghe maturazioni tra botti grandi e Tronçais da 350 litri, cui da sempre sono stati abituati i vini dell’azienda.